Il nuovo art. 117, c. 6 della Costituzione provvede a costituzionalizzare la competenza della potestà regolamentare di Comuni, Province e Città metropolitane prevedendo in particolare che a tali enti territoriali autonomi sia riconosciuta "la potestà regolamentare in ordine alla disciplina dell'organizzazione e dello svolgimento delle funzioni loro attribuite"
Se, con riferimento a tali novità, numerosi e vari sono gli spunti teorici offerti dalla dottrina e dalla giurisprudenza, del tutto assente è, al contrario, uno studio sul campo delle effettive modalità con cui la potestà regolamentare degli enti locali è stata fino ad oggi esercitata. L'esigenza di conoscere ciò che è avvenuto a partire dalla riforma del titolo V nella variegata realtà degli enti locali italiani appare, quindi, prevalente: ciò è quanto si propone di fare la ricerca in oggetto.
Tale approccio è infatti quello più corretto proprio al fine di individuare, partendo dai dati offerti dalla realtà, potenzialità e limiti che la potestà regolamentare degli enti locali, così come disegnata dal legislatore di riforma, di fatto presenta.
A tal fine a ciascun gruppo di ricerca viene assegnata un'area territoriale di riferimento, comprendente più Regioni, all'interno della quale saranno oggetto di studio i regolamenti prodotti dagli enti territoriali in essa ricompresi.
L'unità di Roma, oltre a svolgere compiti di raccolta ed analisi della produzione dei regolamenti locali presenti all'interno del territorio ad essa assegnato (Lazio e Lombardia), svolge compiti di coordinamento di tutte le altre unità. A supporto delle unità di ricerca si provvederà, inoltre, a costituire un Comitato scientifico composto di docenti ed esperti di settore con il compito di coadiuvare, sotto il profilo teorico-scientifico, ciascun gruppo di studio.
Con riferimento alle attività descritte, le unità di ricerca provvederanno: a raccogliere e selezionare regolamenti degli enti territoriali (Comuni e Province, non essendo state istituite le Città metropolitane; verranno a parte valutate le Unioni di comuni e le Comunità montane) ricompresi nei territori assegnati con l'ausilio di Segretari comunali, individuati e messi a disposizione dalla Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione Locale (SSPAL).
La raccolta dei regolamenti, operata secondo criteri omogenei e condivisi da parte di tutte le unità, verrà effettuata anche tenendo conto di tutti quegli atti che indipendentemente dal nomen juris regolamento presentino contenuto normativo.
I risultati, così come emergeranno dalla raccolta dei dati così operata sul territorio, saranno utilizzati per ricostruire l'impatto del potere regolamentare sull'assetto istituzionale dell'ordinamento nei rapporti tra enti costitutivi della Repubblica e sul sistema delle fonti del diritto.
La classificazione dei regolamenti per materie consentirà così di individuare in quali settori più frequentemente si esplica la potestà regolamentare e se vi sono novità di rilievo successive alla revisione del Titolo V. Si provvederà altresì a definire le tipologie regolamentari alle quali gli enti locali fanno più frequentemente ricorso, ricostruzione necessaria per completare il quadro di una corretta valutazione dell'autonomia dell'ente locale.
Se, con riferimento a tali novità, numerosi e vari sono gli spunti teorici offerti dalla dottrina e dalla giurisprudenza, del tutto assente è, al contrario, uno studio sul campo delle effettive modalità con cui la potestà regolamentare degli enti locali è stata fino ad oggi esercitata. L'esigenza di conoscere ciò che è avvenuto a partire dalla riforma del titolo V nella variegata realtà degli enti locali italiani appare, quindi, prevalente: ciò è quanto si propone di fare la ricerca in oggetto.Tale approccio è infatti quello più corretto proprio al fine di individuare, partendo dai dati offerti dalla realtà, potenzialità e limiti che la potestà regolamentare degli enti locali, così come disegnata dal legislatore di riforma, di fatto presenta.
A tal fine a ciascun gruppo di ricerca viene assegnata un'area territoriale di riferimento, comprendente più Regioni, all'interno della quale saranno oggetto di studio i regolamenti prodotti dagli enti territoriali in essa ricompresi.
L'unità di Roma, oltre a svolgere compiti di raccolta ed analisi della produzione dei regolamenti locali presenti all'interno del territorio ad essa assegnato (Lazio e Lombardia), svolge compiti di coordinamento di tutte le altre unità. A supporto delle unità di ricerca si provvederà, inoltre, a costituire un Comitato scientifico composto di docenti ed esperti di settore con il compito di coadiuvare, sotto il profilo teorico-scientifico, ciascun gruppo di studio.
Con riferimento alle attività descritte, le unità di ricerca provvederanno: a raccogliere e selezionare regolamenti degli enti territoriali (Comuni e Province, non essendo state istituite le Città metropolitane; verranno a parte valutate le Unioni di comuni e le Comunità montane) ricompresi nei territori assegnati con l'ausilio di Segretari comunali, individuati e messi a disposizione dalla Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione Locale (SSPAL).
La raccolta dei regolamenti, operata secondo criteri omogenei e condivisi da parte di tutte le unità, verrà effettuata anche tenendo conto di tutti quegli atti che indipendentemente dal nomen juris regolamento presentino contenuto normativo.
I risultati, così come emergeranno dalla raccolta dei dati così operata sul territorio, saranno utilizzati per ricostruire l'impatto del potere regolamentare sull'assetto istituzionale dell'ordinamento nei rapporti tra enti costitutivi della Repubblica e sul sistema delle fonti del diritto.
La classificazione dei regolamenti per materie consentirà così di individuare in quali settori più frequentemente si esplica la potestà regolamentare e se vi sono novità di rilievo successive alla revisione del Titolo V. Si provvederà altresì a definire le tipologie regolamentari alle quali gli enti locali fanno più frequentemente ricorso, ricostruzione necessaria per completare il quadro di una corretta valutazione dell'autonomia dell'ente locale.
